audio e documento della fine dello sciopero della fame dei detenuti in Chiapas

Audio: denuncia FINE dello sciopero della fame dei detenuti in Chiapas

A 39 giorni dall’inizio dello sciopero della fame e digiuno i detenuti in Chiapas hanno deciso di sospendere lo sciopero della fame perché alcuni di loro erano sull’orlo dal subire danni fisici irreversibili, come diceva il bollettino medico della Squadra di Salute relativa ai prigionieri in sciopero della fame da 36 giorni: In conclusione, le condizioni di salute delle persone in sciopero della fame è critica. Non esistono ancora riscontri di danni organici, tuttavia stante l’attuale situazione, bisogna aspettarsi che si verifichino danni nella funzione renale che metterebbero gli scioperanti in una situazione di rischio immediato per la loro vita. La presenza di ipotermia e la perdita di più di 10 kg di peso di alcuni di loro sono segnali di allarme indicativi di una situazione critica. D’altra parte, l’intolleranza all’assunzione di zucchero e di liquidi complica la situazione poiché questo aggrava lo stato di disidratazione ed inanizione degli scioperanti.
Dopo la diffusione di questo bollettino le autorità statali non hanno più permesso alla Brigata di Salute di seguire la situazione degli scioperanti, cosa che ha messo in grave rischio la vita dei detenuti che, di fronte all’omissione del Governo dello Stato e del pericolo della propria vita, hanno deciso di sospendere lo sciopero della fame.
All’opinione pubblica
Ai mezzi di comunicazione statali, nazionali ed internazionali
Ai media alternativi
Agli aderenti all’Altra Campagna
Alla Sesta Internazionale
Alle organizzazioni indipendenti
Ai difensori dei diritti umani ONGs
La Voz del Amate, Voces Inocentes, Solidarios de la Voz del Amate aherenti all’Altra Campagna reclusi nel Carcere N. 5 di San Cristóbal de Las Casas, Chiapas.
Per le complicazioni delle nostre condizioni di salute fisica dovute ai 39 giorni di sciopero della fame per esigere giustizia, mentre il governo ha ignorato le nostre richieste e le istanze del popolo, comunichiamo che ieri 6 novembre alle ore 20:00, a causa della gravità delle nostre condizioni di salute prima che si arrivasse all’irreparabile, abbiamo sospeso lo sciopero della fame, ma non vuole dire che desisteremo dalla lotta; al contrario, lotteremo con più forza fino a vincere questo sistema. Abbiamo desistito perché alcuni compagni stanno molto male ma non abbiamo sospeso lo sciopero della fame in cambio di quello che dice il governo, perché noi continueremo a lottare in vita, perché finché c’è vita ci sarà la possibilità di lottare per la giustizia e il benessere di tutti, ma non lo faremo come vorrebbe il malgoverno, continueremo invece ad esortare il governo ad intervenire al più presto per la nostra liberazione, per ridarci la libertà che ci il governo ci ha rubato, così come chiediamo la liberazione del compagno Juan Collazo Jiménez che è in sciopero della fame nel Carcere N. 6 di Motozintla, e del compagno Enrique Gómez Hernández che si trova nella prigione di Motozintla e che sta praticando il digiuno; esortiamo inoltre il governo federale di Felipe Calderón Hinojosa ad agire per la liberazione immediata del compagno Alberto Patishtán Gómez, prigioniero politico della Voz del Amate. Infine, alle compagne, ai compagnia ed alle organizzazioni nazionali ed internazionali diciamo di continuare a chiedere giustizia, perché le nostre lotte non sono finite.
Fraternamente
La Voz del Amate
Voces Inocentes
Solidarios de la Voz del Amate
San Cristóbal de Las Casas, Chiapas, 7 novembre 2011
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