LIBERTÀ PER ALBERTO PATISHTAN

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LIBERTÀ PER ALBERTO PATISHTAN

5000 messaggi per il prigioniero politico Alberto Patishtan:
http://www.autistici.org/nodosolidale/news_det.php?l=it&id=2150

*Pretendiamo la liberazione del professor Alberto Patishtan*

Il professor Alberto Patishtan, conosciuto per il suo attivismo a difesa dei diritti degli indigeni in Messico, è stato fatto sparire lo scorso 20 ottobre dal carcere del Chiapas, dove ha scontato 11 anni di pena, in seguito a una sentenza contestata per gravi irregolarità. Alberto, che soffre di diabete e ha contratto un glaucoma in prigione, è apparso qualche giorno dopo in un carcere di massima sicurezza a 2.000 km dalla sua famiglia, gli si rifiuta assistenza medica ed è soggetto ad isolamento totale per 23 ore al giorno. Il tuo aiuto è vitale.

Richiediamo al governo che rimetta in libertà il professor Alberto Patishtan.

Utilizza il modulo di questo link:
http://oiga.me/campaigns/exige-la-liberacion-del-profesor-alberto-patishtan

per scrivere una mail per chiedere la liberazione del professor Alberto Patishtan e la invieremo al presidente della Repubblica del Messico, al Governatore del Chiapas, al Ministro dell’Interno e alla Procura Generale di Giustizia del Chiapas. Puoi scrivere un testo a parole tue o, se preferisci, copiare e incollare questo messaggio:

Libertà immediata per Alberto Patishtán!!!

Manifesto il mio sostegno affinchè il professor Patishtán venga messo in libertà e le trasmetto la mia severa condanna alle irregolarità giudiziarie e penitenziarie che si verificano in Messico.

Alberto Patishtan è un maestro di origine Tzotzil di quarant’anni, aderente alla Sesta Dichiarazione Zapatista, che ha dedicato la sua vita alla difesa dei diritti dei popoli indigeni in Messico. Undici anni fa e dopo un torvo processo guidiziario, è stato condannato a 60 anni di prigione. Ciò nonostante, il professore ha incontrato dall’altra parte, un altro spazio dal quale cominciare una mobilitazione e smuovere le coscienze in merito al rispetto dei diritti dei detenuti.

In questo contesto e come membro dell’organizzazione “La Voz del Amate”, il professor Alberto si è reso protagonista di numerose attività di protesta pacifica. I più recenti sono stati uno sciopero della fame e digiuni cominciati lo scorso 29 settembre insieme ad altri compagni, con l’obiettivo di denunciare non solo le irregolarità processuali ma anche i casi di tortura e minacce subite da moltitudini di prigionieri e prigioniere politiche. Alberto ha partecipato all’azione sin dall’inizio rischiando di accusare debolezza a causa del diabete e del glaucoma di cui soffre. Quest’ultimo, contratto in prigione.

Durante l’azione di protesta, all’alba del 20 ottobre, il maestro fu allontanato dalla prigione del Chiapas, senza previo avviso al Centro per i Diritti Umani Fray Bartolome de Las Casas, ente giuridico responsabile di rappresentarlo, nè comunicazione alla sua famiglia che con angoscia per alcune ore, ha temuto fosse scomparso. Alla fine è ricomparso nella prigione federale n° 8, a Guasave, Sinaloa, un centro di massima sicurezza a più di 2.000 km dal suo stato di origine, il Chiapas.

Ora, non solo si sa dove si trova ma addirittura è stato accertato che il professor Patishtán non riceve assistenza medica e che è obbligato a subire 23 ore al giorno di isolamento totale nella sua cella individuale. Se questa situazione dovesse protrarsi, Alberto potrebbe rimanere cieco in poco tempo.

Il maestro ha presentato il caso alla Corte Interamericana dei Diritti Umani (CIDH) e conta sull’enorme sostegno di organizzazioni internazionali e nazionali come Amnesty International o Movimento per la Pace con Giustizia e Dignità, così come quello dei suoi compagni, familiari e reti di aiuto. A causa di tutto ciò, il governo non ascolta le sue denunce e continua coi metodi repressivi contro i membri di piattaforme come L’Altra Campagna.

Gli arresti all’insegna della noncuranza delle garanzie processuali di base e le denunce per torture e pratiche vessatorie sui prigionieri politici si ammassano e si dimenticano. Attraverso questa campagna, vogliamo trasmettere ai colpevoli di questa situazione, in particolare a Felipe Calderon (presidente del consiglio) e a Juan Sabines (governatore del Chiapas), l’indiscutibile sostegno della società civile internazionale a favore dei diritti dei prigionieri e delle prigioniere politiche messicane e l’assoluta condanna delle irregolarità giudiziarie e penitenziarie che si verificano.

Libertà per i prigionieri politici!

È possibile mettersi in contatto direttamente con loro tramite i contatti twiters

Lic. Felipe de Jesús Calderón Hinojosa (Presidente della Repubblica)
Twitter: @FelipeCalderon y @GobFed

Lic. José Francisco Blake Mora (Ministro dell’Interno) Twitter: @FBlakeM y @SEGOB_mx

Lic. Juan José Sabines Guerrero (Governatore Costituzionale dello Stato del Chiapas)
Twitter: @Juansabinesg y @gubernaturachis

Dr. Noé Castañón León (Segretario Generale del Governo dello Stato del Chiapas)
Twitter: @gobiernochiapas

Lic. Raciel López Salazar (Procura Generale di Giustizia del Chiapas) Twitter: @pgjechiapas

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Ezln...@lists.ecn.org
http://lists.ecn.org/mailman/listinfo/ezln-it

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ancora sul massacro Acteal

La Jornada – Giovedì 22 dicembre 2011
HERMANN BELLINGHAUSEN
San Cristóbal de las Casas, Chis. 21 dicembre. Da due giorni, dei tre previsti, si stanno svolgendo le commemorazioni della Società Civile Las Abejas del massacro di Acteal a Yabteclum, municipio di Chenalhó, dove le cinque zone dell’organizzazione tzotzil hanno iniziato da martedì alcune “giornate di digiuno e preghiera”; ma anche “di memoria della resistenza”, di conoscenza dell’attuale “situazione di violenza nel nostro paese”.
Le famiglie di Las Abejas hanno accolto nel pomeriggio la marcia “contro la violenza di Stato, per la pace, la memoria e contro l’impunità”, partita da San Cristóbal all’alba di ieri, per alcuni tratti a piedi ed altri in auto, alla maniera delle “torce” guadalupane. Intanto, adActeal, da martedì stanno giungendo gruppi di indigeni cattolici di Simojovel, Chenalhó, Pantelhó e Mitontic.
Come ogni anno in questo giorno, ed ogni giorno 22 di tutti i mesi dei passati quattordici anni, Las Abejas ricordano i loro 45 morti del 1997 e continuano a chiedere giustizia e rispetto da parte delle autorità, così come la punizione degli autori materiali ed intellettuali del massacro.
A nome dell’organizzazione, Antonio Gutiérrez ha dichiarato che nel nostro paese la giustizia viene “garantita unicamente ad amici e soci” dei governanti di turno. Ha citato la responsabilità nei fatti dell’allora governatore del Chiapas, Julio César Ruiz Fierro; del segretario di Governo, Emilio Chuayffet Chemor, e del presidente della Repubblica, Ernesto Zedillo Ponce de León.
Tutte le processioni convergeranno all’incrocio di Majomut, all’altezza della base militare, per dirigersi ad Acteal e celebrare il ricordo con l’abituale contributo di Las Abejas per la denuncia e la solidarietà, e per manifestare anche “contro l’impunità da nord a sud del nostro paese” e “l’accelerato processo di militarizzazione, paramilitarizzazione e mancanza di controllo sociale”, come deliberata strategia del governo di Felipe Calderón Hinojosa.
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seminario internazionale al CIDECI di San Cristobal-Messico-

Programma del II° Seminario Internazionale di riflessione e analisi “Pianeta Terra: movimenti antisistema”. CIDECI, dal 30 dicembre 2011 al 2 gennaio 2012

 
 
Iscrizioni a partire dal 29 dicembre (ore 10 am)
30 dicembre 2011
* Sessione Mattutina (ore 11 am)
Presentazione del libro: LA POTENZA DEI POVERI
di Jean Robert e Majid Rahnema.
- Ana Valadez
- Xuno López
- Carlos Manzo
- Rafael Landereche
Moderatrice: Stella Maris
* Sessione Serale (ore 6 pm):
- Mercedes Olivera
- Xóchitl Leyva
- Jérôme Baschet
Moderatore: Ronald Nigh
 
31 dicembre 2011
* Sessione Mattutina (ore 11 am)
- Paulo Olivares (U. central-Chile)
- Danay Quintana/Boris Nerey (CMMLK-Cuba)
- Julieta Paredes (Bolivia)
- Movimiento por Justicia del Barrio (New York)
Moderatrice: Nelly Cubillos
* Sessione Serale (ore 6 pm)
- Occupy Wall Street
- Mahvish Ahmad (Pakistán)
- Luis Andrango (Ecuador)
Moderatore: Víctor H. López
 
1 gennaio 2012
* Sessione Mattutina (ore 11 am)
- Paulina Fernández
- Gustavo Esteva
- Javier Sicilia
Moderatrice: Concepción Suárez
* Sessione Serale (6 pm)
- Pablo González Casanova
- Boaventura de Souza
- Salvador Campanur (Cherán)
Moderatrice: Rosa Luz Pérez
 
2 gennaio 2012
* Sessione Mattutina (ore 11 am)
- Sylvia Marcos
- Nelson Maldonado
- Anselm Jappe
Moderatrice: Marina Pagès
* Sessione Serale (ore 6 pm)
- Fernanda Navarro
- Luis Villoro
- Carlos Marentes (Texas)
- Jean Robert
Moderatore: Lázaro Sánchez
Per informazioni visitare la pagina: http://www.segundoseminarioint.ya.st/
Diretta video e aggiornamenti:
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incontro internazionale dei diritti umani

Incontro Internazionale dei Diritti Umani in Solidarietà con l’Honduras – Brigate di Solidarietà nel Bajo Aguan

Fratelli e sorelle,
Compagni e compagne,
Il nostro saluto a tutti e tutte,
Con la speranza e la voglia di continuare a costruire un Honduras in cui noi non siamo statistiche in aumento per violazione dei diritti umani, cercando soluzioni alla grave situazione umanitaria nella regione di lotte contadine della Valle dell’Aguán, stiamo facendo confluire gli sforzi di varie organizzazioni, affinché ci si riunisca sempre più tra honduregni ed honduregne per riesaminare le realizzazioni collettive di giustizia, dignità e vita, potendo fare affidamento sulla solidarietà internazionale, che ci riempia d’incoraggiamento, di tenerezza e ci renda forti nell’affrontare la sistematica violazione dei diritti umani, la militarizzazione e il saccheggio.
Ci fa molto piacere invitarvi a partecipare all’Incontro Internazionale dei Diritti Umani in Solidarietà con l’Honduras, che si svolgerà nel BajoAguán, dipartimento di Colòn, Honduras, dal 17 al 20 febbraio 2012.
In questo Incontro Internazionale ci proponiamo di:
- Evidenziare la continuità del colpo di Stato in Honduras e la sua espressione in tutto l’apparato istituzionale, responsabile dell’impunità e dell’acutizzazione della violenza statale.
- Rafforzare i vincoli solidali e di fratellanza tra lotte e popoli del mondo, a partire dall’azione comune dinnanzi alla grave situazione di violazione dei diritti umani in Honduras.
- Rendere visibile e denunciare la situazione di violazione dei diritti umani in Honduras, specialmente nel Bajo Aguán.
- Comprendere il vincolo tra militarizzazione, multinazionalizzazione, lotta per la terra e violazione dei diritti umani nella regione e nel paese.
Prima e dopo l’Incontro e nell’ambito di questa convocazione, si realizzeranno Brigate Nazionali ed Internazionali di Solidarietà presso le comunità ed insediamenti che vivono le condizioni più gravi. Tali Brigate di Solidarietà si costituiscono a partire dalla convinzione che la creatività, l’affetto attivo e la collettività vitale, abbiano il potere di smontare la cultura della violenza che sostiene la logica militare.
Svolgeranno compiti di prevenzione e protezione dei diritti umani negli insediamenti delle varie organizzazioni contadine sottoposte a repressione e sterminio. I periodi di permanenza delle brigate di solidarietà saranno definiti tra le persone delegate e l’Osservatorio.
Vi ricordiamo che l’arrivo a Tocoa, città principale del Bajo Aguàn, è stabilito per il 17, il 18 e 19 saranno giorni di lavoro pieno ed il 20 la partenza.  L’Osservatorio coordinerà le Brigate di Solidarietà per coloro che vi proseguiranno.
Per ulteriori informazioni:
potete comunicare tramite l’indirizzo di posta elettronica:      mioa...@gmail.com
Per le Brigate di Solidarietà contattare direttamente:
Brigadas Aguan – brig...@gmail.com
Observatorio Permanente de Derechos Humanos en el  Aguán.
Consejo Cívico de Organizaciones Populares e Indígenas de Honduras COPINH.
Organización Fraternal Negra de Honduras OFRANEH
Insurrectas Autónomas
Espacio Refundacional
Coordinadora de Organizaciones Populares del Aguan COPA
Frente Nacional de Resistencia Popular – FNRP – Colon
Movimiento Campesino del Aguan – MCA
Movimiento Unificado Campesino del Aguan – Margen Izquierda
MUCA –MI
Movimiento Unificado Campesino del Aguan – Margen Derecha
MUCA-MD
Movimiento Campesino de Rigores
Movimiento Campesino Orica
Movimiento Marañones
Cooperativa Buenos Aires
Movimiento Campesino de Vallecito
 Movimiento Auténtico Reivindicador de Campesinos del Aguan MARCA
Fundacion Popol Nah Tum
Colectivo Italia Centro América
Rights Action
Convergencia de Movimientos de los Pueblos de las Americas COMPA
Comité de  Familiares de Detenidos Desaparecidos en Honduras COFADEH

Tradotto da Adelina Bottero

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Collettivo Italia-Centro America CICA
i...@puchica.org
hond...@puchica.org

 

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22 Dicembre: anniversario del massacro di Acteal

XIV° Anniversario del massacro di Acteal
22 diciembre 2011
San Cristóbal de Las Casas, Chiapas, 16 dicembre 2011
Alle ed agli indignati e ribelli:
Di fronte alla grave situazione che vive il paese, vi invitiamo a partecipare alla marcia per la pace, la memoria, e contro l’impunità che inizierà il 21 di dicembre a San Cristóbal de Las Casas, per arrivare il giorno dopo 22, ad Acteal, in risposta all’invito dell’Organizzazione Società Civile Las Abejas di Acteal ad una giornata di digiuno e preghiera.
Con questa marcia vogliamo riflettere e manifestare contro l’impunità che si vive dal nord al sud del nostro paese sottoposto ad un processo di militarizzazione, paramilitarizzazione e disordine sociale, quale parte della strategia di Felipe Calderón Hinojosa, di guerra dichiarata contro la criminalità organizzata le cui conseguenze sono state, fino ad ora, più di 70 mila vittime tra omicidi e scomparsi.
Questo in una situazione di riordino capitalista del territorio messicano con l’implementazione di mega-progetti previsti nel Trattato di Libero Commercio dell’America del Nord (TLCAN), nel Progetto Mesoamérica (prima Piano Puebla-Panama), nell’Alleanza per la Sicurezza e la Prosperità dell’America del Nord (ASPAN) e nella  Iniciativa Mérida (Plan México), che considerano la terra una merce da cui saccheggiare le risorse, come petrolio, gas, acqua, biodiversità, minerali, a beneficio di compagnie multinazionali a capitale nazionale e straniero, le cui conseguenze si materializzano nella violazione sistematica dei diritti umani e la distruzione dell’ambiente.
Per ripudiare questa situazione e rafforzare il nostro coraggio ed energie, ti aspettiamo il giorno 20 dicembre 2011 alle pre 20:00, nel Centro Indigeno di Formazione Integrale-Università della Terra (Cideci-Unitierra) Chiapas, Antiguo Camino a San Juan Chamula s/n, Colonia Nueva Maravilla, San Cristóbal de Las Casas, Chiapas, dove ci riuniremo per riposare ed iniziare la marcia il giorno dopo, 21 dicembre, alle ore 4:00 del mattino, per arrivare alle 18:00 circa nella comunità di Yabteclum, Chenalhó, dove ci fermeremo per la sera.
La marcia riprenderà alle ore 5:00 del 22 dicembre per raggiungere il crocevia di Majomut dove ci riuniremo con le compagne e i compagni della Società Civile Las Abejas di Acteal, le sorelle e i fratelli solidali tra i quali il Vescovo della diocesi di Saltillo, Fray Raúl Vera López e di San Cristóbal de Las Casas, Felipe Arizmendi.
Vi aspettiamo e non dimenticate di portare sacco a pelo, torcia elettrica, acqua e frutta.
Organizzazione: Luz, Margarita, Michele, Rafa, Rubén e Susana.
Per informazioni, scrivere a:
Luz: luzn...@yahoo.es
Rafa: rafa...@yahoo.com
***
Area de Sistematizacion e Incidencia / Comunicacion
Centro de Derechos Humanos Fray Bartolome de Las Casas A.C.
Calle Brasil #14, Barrio Mexicanos,
San Cristobal de Las Casas, Chiapas, M?xico
Código Postal: 29240
Tel +52 (967) 6787395, 6787396, 6783548
Fax +52 (967) 6783551
med...@frayba.org.mx
www.frayba.org.mx
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sospensione cure al detenuto dell’Altra Campagna Alberto Patishtàn

La Jornada – Domenica 18 dicembre 2011
Hermann Bellinghausen. Inviato. San Cristóbal de las Casas, Chis. 17 dicembre. I detenuto dell’Altra Campagna che tra settembre e novembre per 39 giorni avevano sostenuto uno sciopero della fame in tre prigioni del Chiapas, senza però ottenere la libertà, salvo per due di loro, annunciano l’intenzione di proseguire “in questa trincea della nostra resistenza” nelle prigioni, perché si dichiarano innocenti. La liberazione di Alberto Patishtán, oggi in una prigione federale in Sinaloa, continua ad essere la principale richiesta del movimento, che va oltre la protesta del digiuno conclusa il passato 7 novembre, per la mancanza di risposte del governo statale.
Il professor Patishtán “è sottoposto a condizioni molto dure nel carcere di Guasave”, informano i detenuti della Voz del Amate, Solidarios de la Voz del Amate e Voces Inocentes dal carcere N. 5 di San Cristóbal. In una conversazione telefonica, lo stesso Patishtán ha denunciato che gli è stato sospeso il trattamento medico contro il glaucoma e che lo tengono in isolamento. Non potrà ricevere nemmeno un libro prima di sei mesi. “Mi hanno completamente ignorato”, ha detto.
Uno dei suoi compagni, il promotore di salute Pedro López Jiménez, a conoscenza della malattia di Patishtán Gómez, racconta che quando questi arrivò nella prigione di El Amate a San Cristóbal nell’aprile del 2009, “ci si accorse che stava perdendo la vista dall’occhio destro; allora fu portato in ospedale dove rimase ricoverato per oltre cinque mesi”, e gli fu diagnosticato il glaucoma.
A causa dello sciopero della fame, del quale era portavoce, Patishtán è stato trasferito in una prigione di massima sicurezza “per isolarlo”. Oggi, aggiunge López Jiménez, “gli hanno tolto le gocce che i medici hanno raccomandato di non sospendere nemmeno per un solo giorno; io, come promotore di salute, conosco la malattia di Alberto perché gli mettevo le gocce tutti i giorni quando ero in quella prigione”. López Jiménez chiede al governo federale “di dare istruzioni affinché le gocce siano nuovamente concesse come trattamento del glaucoma”.
Come hanno dichiarato i suoi compagni Rosario Díaz Méndez, Alfredo López Jiménez, Juan Collazo Jiménez e Juan Díaz López, le autorità hanno trattato Patishtán “come un criminale pericoloso, benché il governo dello stato abbia riconosciuto pubblicamente la sua innocenza”. I detenuti indigeni esortano il governo di Felipe Calderón “ad intervenire per la sua liberazione, così come chiediamo il suo trasferimento vicino alla sua famiglia e le cure per la sua malattia”. Chiedono inoltre al governo di Juan Sabines Guerrero a concedere a tutti loro “la libertà incondizionata che ci è stata rubata”.
Grazie allo sciopero, il 16 novembre Juan Collazo Jiménez è stato trasferito dal carcere N. 6 di Motozintla a quello di San Cristóbal de las Casas. Non è stato rilasciato, ma non è più “in punizione” lontano dalla sua famiglia e dai suoi compagni da un anno, sottoposto a tortura psicologica e punizioni fisiche come parte di “una strategia di destrutturazione sociale e politica”, sostengono i detenuti.
Il 15 novembre, grazie allo sciopero della fame, sono stati liberati due dei detenuti dell’Altra Campagna, Andrés Núñez Hernández e José Díaz López.
Tuttavia, Alfredo López Jiménez e Rosario Díaz Méndez hanno denunciato “la carente assistenza medica” nel carcere N. 5, per mancanza di personale, medicine e risorse materiali. Con queste pratiche, denunciano, “l’istituzione penitenziaria a carico del Sottosegretariato degli Istituti Penali del Chiapas, viola gli articoli 4 e 18 della Costituzione sul diritto alla salute dei reclusi nei penitenziari della Repubblica”, così come i relativi trattati internazionali.
Qualche giorno fa, i detenuti aderenti all’Altra Campagna hanno così ringraziato per la solidarietà internazionale ricevuta: “Anche se non abbiamo ottenuto politicamente nulla, abbiamo ottenuto molto più di quello che immaginavamo, perché abbiamo il vostro immenso appoggio nel chiedere la giustizia e la libertà. Siamo qui con rinnovata volontà di continuare a lottare con coraggio e forza. Non importano gli ostacoli e gli oltraggi, perché noi siamo una famiglia numerosa quante sono le stelle la cui luce è visibile da lontano, che è la solidarietà con le nostre lotte”. http://www.jornada.unam.mx/2011/12/18/politica/016n1pol
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cena di sottoscrizione per lotta di classe

 

18 DICEMBRE 2011

LA STAMPA ANARCOSINDACALISTA SI PRESENTA

Domenica 18 Dicembre 2011 – dalle ore 13.00 –

Presso il C.S.O.A. “COX 18” di via Conchetta 18 – Milano

(zona Navigli – MM2 Romolo – linee autobus 90-91-59)

PRANZO POPOLARE DI SOTTOSCRIZIONE – A PARTIRE DA 10€ –

PER “LOTTA DI CLASSE”

Periodico anarcosindacalista edito da U.S.I.-A.I.T.

 

PROGRAMMA:

  • Ore 13.00 pranzo con degustazione “caffè Malatesta”.

  • Ore 14.30 presentazione di “Lotta di Classe” e “Il Paolaccio”. Saranno presenti compagni dei collettivi redazionali.

  • Ore 15.30 proiezione del film documentario “Esilio di una bandiera” di Osvaldo Verri.

 

UNIONE SINDACALE ITALIANA – A.I.T. Sezione di Milano

Sedi: Sez. Ticinese – Via Torricelli 19 tel. 0289415932;

Sez. Martesana – Via Treviso 33 Tel 0289919073 Fax 0240044537 email martesana.mi@usi-ait.orgmartesana.mi@usi-ait.org

Siti Web: www.usi-ait.orgwww.usi-ait.orgwww.usi-aitmilano.itwww.usi-aitmilano.it – www.lottadiclasse.org

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solidarietà Genova

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i cattolici manifestano in Chiapas

La Jornada – Venerdì 25 novembre 2011
I cattolici manifestano in Chiapas contro le imprese minerarie, la militarizzazione, la violenza contro gli immigrati, l’uso degli ogm e l’inquinamento e chiedono la liberazione di Alberto Patishtán
Elio Henríquez. San Cristóbal de las Casas, Chis., 24 novembre. Con in testa i vescovi Felipe Arizmendi Esquivel ed Enrique Díaz Díaz, circa 8 mila cattolici hanno fatto un pellegrinaggio in questa città per manifestare contro lo sfruttamento minerario, la distruzione della natura, l’uso di transgenici, la militarizzazione, il consumo di droga, l’alcolismo e gli abusi contro gli immigrati.
Con striscioni, fiori, foglie di palma, croci, immagini religiose e bandiere, i cattolici hanno sfilato fino alla piazza della Cattedrale, dove si è svolta una messa di due ore con riti indigeni, durante la quale è stata chiesta la liberazione di Alberto Patihstán Gómez, in carcere da 10 anni, accusato di un’imboscata che provocò la morte di sette poliziotti e che un mese fa è stato trasferito nella prigione di Guasave, Sinaloa.
Durante l’omelia, Arizmendi Esquivel ha detto, facendo riferimento ad un passo della bibbia: “I leoni sono le imprese minerarie che con i loro progetti vogliono impadronirsi dei territori dei contadini, le autorità corrotte che si vendono e non difendono il bene delle comunità e quelli che si dedicano al disboscamento delle foreste (…), i grandi produttori di alcolici, le autorità che non applicano debitamente le leggi contro la corruzione”. I leoni sono anche “gli spacciatori, piccoli e grandi; i capi di cartelli ed i loro luogotenenti; quelli che estorcono e sequestrano per denaro; quelli che uccidono chi non eseguono i loro ordini criminali; quelli che catturano e maltrattano gli immigranti che arrivano da noi”.
Il pellegrinaggio al quale hanno partecipato i cattolici di 54 parrocchie della diocesi, è partito alle ore 10:00 da tre punti diversi della città sotto una leggere pioggerellina. (…)
“Siamo testimoni che alcuni programmi governativi creano dipendenza e povertà, e ci preoccupa che i cosiddetti ‘macroprogetti’, provenienti da interessi transnazionali, vogliono appropriarsi e controllare il territorio e le risorse naturali del nostro stato; in molte comunità questo provoca divisioni e scontri”. (…)
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